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Le mille varianti del cotto

Le mille varianti del cotto

Sagome insolite che si intrecciano in pavimentazioni e rivestimenti, originariamente prodotte su richiesta di facoltosi clienti, e pezzi "tridimensionali" per creare sporgenze architettoniche e decorazioni: presso le fornaci che producono secondo i metodi antichi è ancora possibile commissionarli. Per riprodurre classici dell’architettura, ma anche per spingersi verso soluzioni ad alto tasso di creatività.

Ne abbiamo parlato in diversi approfondimenti, per raccontarne fin nei minimi dettagli le straordinarie proprietà, il processo di produzione secondo i metodi tradizionali, le tante varianti che si riscontrano nelle diverse aree geografiche, gli infiniti effetti cromatici che possono caratterizzarlo. Il cotto è un elemento principe, in virtù della sua lunga storia e dell'infinita varietà di applicazioni, fin dall’antichità. Visitando casali e dimore storiche da sud a nord del Paese, isole comprese - quindi, allo stesso modo, sfogliando le pagine della nostra rivista - troviamo realizzazioni molto familiari e consuete, specialmente nei pavimenti: presentano magari forme e formati diversi, alcune varianti nella posa, ma, nella stragrande maggioranza dei casi, sempre entro certi precisi schemi che si ripetono.

Esistono poi delle varianti, in gran numero, con cui, fin da tempi remoti, i più facoltosi proprietari di ville e casali hanno fatto a gara per giocare decorativamente con le superfici calpestabili. Parliamo di aristocrazia e nobilità, nella stragrande maggioranza dei casi, perché uscire da una produzione in serie e dalle forme semplici come quadrati, rettangoli e rombi, comporta ovviamente una lavorazione ben più complessa e spesso difficoltosa, così come il processo di posa, e, conseguentemente, un costo ben maggiore. Lo stesso si può fare oggi - fortunatamente, senza bisogno di essere principi, conti, industriali o ricchi proprietari terrieri - rivolgendosi alle fornaci che lavorano ancora con le tecniche tradizionali, se non si ha la fortuna di scovare pezzi antichi originali in grado di soddisfare le esigenze estetiche e creative che ne sono all'origine. Sarà così possibile ottenere effetti decorativi con composizioni originali e fantasiose, magari, per esempio, intervenendo anche con le cosiddette greche, decori a cornice che circoscrivono il pavimento, restringendo l’intervento di elaborazione solamente in una sua porzione - la greca stessa, ovvero la cornice, potrà avere diversi livelli di complessità - o mescolando il cotto ad altri materiali quali la pietra, il legno o le ceramiche.

Al di là delle pavimentazioni, l’utilizzo di pezzi “speciali” tridimensionali si presta a un’infinità di applicazioni, sia strutturali, quali basi a cornice di pilastrini, creazione di colonne, bordi di finestre o nicchie, cornici di camini in mattoni, o per interventi decorativi, sia in interni che all’esterno.

I cosiddetti “pezzi speciali” nell'ambito del “cotto”, si possono distinguere in due categorie: quelli dalle forme insolite e originali, prevalentemente per pavimentazioni o rivestimenti; quelli dalle forme che possiamo chiamare "tridimensionali" per caratterizzare manufatti, sporgenze decorative o architettoniche.

I “pezzi speciali” possono essere realizzati su misura, in piccole quantità, o in serie ridotte. L'utilizzo più frequente di questi elementi avviene nel restauro, ma anche le realizzazioni ex-novo, se proiettate verso progetti originali o elaborati, possono richiedere diverse forme, che anche in questo caso possono essere commissionate su misura o in serie.

Sotto: alcune fasi della riproduzione dell’antico pavimento del salone di Villa Cavalli (PD). In questo caso, lo straordinario disegno del pavimento è ottenuto con due soli tipi di mattonelle in cotto con impasto di colore diverso di Antica Fornace Carraro. La maestria è data dal taglio delle mattonelle e l’incastro per ottenere un enorme disegno quasi “optical”.

Pezzi speciali sono ad esempio, tra gli altri, i moduli realizzati per creare le “gelosie” ovvero le feritoie dei fienili che, originariamente, avevano la funzione di arieggiare il fieno al loro interno. Questi moduli si caratterizzavano per forme diversissime, a seconda della collocazione territoriale, nel contesto della nostra penisola. Oggi, con gli stessi pezzi, si possono creare pareti interne, balaustre, decori in nicchie.

Esistono poi delle varianti, in gran numero, con cui, fin da tempi remoti, i più facoltosi proprietari di ville e casali hanno fatto a gara per giocare decorativamente con le superfici calpestabili. Parliamo di aristocrazia e nobilità, nella stragrande maggioranza dei casi, perché uscire da una produzione in serie e dalle forme semplici come quadrati, rettangoli e rombi, comporta ovviamente una lavorazione ben più complessa e spesso difficoltosa, così come il processo di posa, e, conseguentemente, un costo ben maggiore. Lo stesso si può fare oggi - fortunatamente, senza bisogno di essere principi, conti, industriali o ricchi proprietari terrieri - rivolgendosi alle fornaci che lavorano ancora con le tecniche tradizionali, se non si ha la fortuna di scovare pezzi antichi originali in grado di soddisfare le esigenze estetiche e creative che ne sono all'origine. Sarà così possibile ottenere effetti decorativi con composizioni originali e fantasiose, magari, per esempio, intervenendo anche con le cosiddette greche, decori a cornice che circoscrivono il pavimento, restringendo l’intervento di elaborazione solamente in una sua porzione - la greca stessa, ovvero la cornice, potrà avere diversi livelli di complessità - o mescolando il cotto ad altri materiali quali la pietra, il legno o le ceramiche.

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